Spazio calmo negli edifici esistenti
Adeguamento della sicurezza antincendio
La gestione della sicurezza negli edifici esistenti può richiedere soluzioni progettuali specifiche, soprattutto quando le vie di esodo non consentono una evacuazione semplice per tutte le persone presenti.
In queste situazioni la progettazione antincendio può prevedere uno spazio calmo come area temporaneamente sicura nella quale attendere assistenza durante l'emergenza.
La valutazione dipende dalla configurazione dell'edificio, dalla presenza di scale, dalla distribuzione interna degli spazi e dalle modalità di gestione dell'evacuazione. Negli edifici già costruiti, infatti, non sempre è possibile intervenire con la stessa libertà di un edificio di nuova realizzazione.
Questa pagina approfondisce le criticità tipiche degli edifici esistenti, i vincoli di adeguamento e gli aspetti che rendono utile la valutazione di uno spazio calmo nell'ambito della sicurezza complessiva dell'edificio.
Le difficoltà negli edifici esistenti
Negli edifici già costruiti può essere difficile modificare la distribuzione degli spazi o realizzare nuove vie di esodo. In molti casi la struttura nasce da criteri progettuali precedenti e deve essere adeguata senza stravolgere l'organizzazione dell'immobile.
Per questo motivo la sicurezza deve essere migliorata valutando soluzioni che permettano una gestione più efficace dell'evacuazione. Lo spazio calmo può diventare una risposta utile quando l'obiettivo è supportare l'esodo assistito e offrire un punto protetto temporaneo per le persone con difficoltà motorie.
Negli edifici esistenti il tema è particolarmente delicato perché ogni intervento deve tenere conto sia dei vincoli tecnici sia dell'effettiva praticabilità delle soluzioni adottate.
Vincoli tipici negli edifici esistenti
Negli edifici esistenti la progettazione antincendio deve spesso confrontarsi con vincoli che non si riscontrano negli edifici di nuova costruzione. La distribuzione interna può essere poco flessibile, le scale possono avere dimensioni limitate e le vie di esodo possono non essere facilmente modificabili.
Possono inoltre esserci compartimentazioni difficili da adattare, pianerottoli di dimensioni non ottimali o percorsi di uscita che non consentono una gestione semplice dell'assistenza alle persone con ridotta mobilità.
In questi casi la valutazione di uno spazio calmo può rappresentare una soluzione utile per migliorare la sicurezza complessiva, soprattutto quando è necessario garantire supporto a persone con difficoltà motorie durante l'evacuazione.
Quando valutare uno spazio calmo
- edifici multipiano;
- presenza di scale;
- vie di esodo limitate o difficili da adeguare;
- presenza di persone con difficoltà motorie;
- necessità di organizzare procedure di esodo assistito;
- impossibilità di garantire l'evacuazione autonoma a tutti gli occupanti.
Per capire meglio quando può essere necessario uno spazio calmo vedi anche: quando è obbligatorio lo spazio calmo.
La valutazione deve essere sempre collegata al caso concreto, alla destinazione d'uso dell'edificio e alla reale configurazione dei percorsi di esodo.
Adeguamento degli edifici
L'introduzione di uno spazio calmo può rappresentare una soluzione efficace per migliorare la gestione dell'evacuazione negli edifici esistenti. In molti casi, infatti, non è possibile intervenire con trasformazioni radicali e occorre individuare soluzioni compatibili con la struttura già presente.
L'adeguamento deve essere letto come parte di una strategia più ampia, che comprende percorsi di esodo, procedure di emergenza, segnaletica e sistemi di comunicazione. Lo spazio calmo non sostituisce le altre misure, ma può integrarle in modo utile quando l'obiettivo è proteggere chi non riesce a lasciare rapidamente l'edificio.
Per i criteri generali vedi anche: progettazione spazio calmo.
Cosa valutare in fase di progettazione
Quando si valuta uno spazio calmo in un edificio esistente è importante verificare non solo la disponibilità di un'area, ma anche la sua effettiva funzionalità durante l'emergenza.
- accessibilità per le persone che devono raggiungerlo;
- posizione rispetto alle vie di esodo e alle aree protette;
- dimensionamento adeguato in rapporto all'uso previsto;
- riconoscibilità tramite segnaletica chiara;
- integrazione con il piano di emergenza dell'edificio;
- presenza di un sistema di comunicazione bidirezionale.
Un'analisi corretta deve quindi considerare lo spazio calmo come parte del sistema di sicurezza complessivo e non come intervento isolato.
Comunicazione nello spazio calmo
L'integrazione di un sistema di comunicazione bidirezionale consente di segnalare la presenza delle persone nello spazio calmo e migliorare la gestione dell'emergenza.
Negli edifici esistenti questo aspetto è particolarmente importante perché aiuta a compensare alcune difficoltà strutturali, migliorando il coordinamento delle procedure di assistenza e la rapidità di individuazione delle persone in attesa.
Per approfondire consulta: sistemi di comunicazione per spazio calmo e citofono di comunicazione bidirezionale per spazi calmi.
Errori da evitare
Uno degli errori più frequenti è pensare che uno spazio calmo possa essere ricavato in qualunque punto dell'edificio senza una reale verifica della sua accessibilità e della sua integrazione con i percorsi di esodo.
Un altro errore consiste nel trascurare la comunicazione bidirezionale o nel considerare lo spazio calmo come una semplice area di sosta. In realtà deve essere parte integrante della gestione dell'emergenza e deve consentire assistenza, riconoscibilità e coordinamento.
È inoltre importante evitare valutazioni troppo teoriche: negli edifici esistenti la qualità della soluzione dipende molto dalla sua effettiva praticabilità.
Domande frequenti
Si può realizzare uno spazio calmo in un edificio esistente?
Sì, ma la soluzione deve essere valutata nel contesto della progettazione antincendio dell'edificio. Non basta individuare un'area disponibile: è necessario verificare che sia accessibile, protetta e realmente integrata con le procedure di evacuazione.
Perché lo spazio calmo è utile negli edifici esistenti?
Permette di migliorare la gestione dell'evacuazione quando le vie di esodo non consentono una evacuazione semplice o autonoma per tutti. Può offrire un punto protetto temporaneo per le persone che devono attendere assistenza durante l'emergenza.
Quali vincoli si incontrano più spesso negli edifici esistenti?
Si incontrano spesso scale strette, distribuzione interna poco flessibile, compartimentazioni difficili da modificare e percorsi di esodo non facilmente adeguabili. Proprio per questo la valutazione progettuale deve essere molto attenta.
Serve un sistema di comunicazione nello spazio calmo?
Sì, la comunicazione bidirezionale è utile per segnalare la presenza delle persone in attesa e coordinare l'assistenza durante l'emergenza. Negli edifici esistenti può migliorare in modo concreto l'efficacia della gestione operativa.
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