Quando è obbligatorio lo spazio calmo?
In quali edifici può essere richiesto e quali aspetti valutare
Capire quando è obbligatorio lo spazio calmo è importante per progettisti, tecnici antincendio e responsabili della sicurezza che devono valutare correttamente le misure di esodo adottate negli edifici.
Lo spazio calmo non è una soluzione da prevedere automaticamente in ogni contesto: la sua necessità dipende dalla destinazione d’uso dell’edificio, dalla configurazione delle vie di esodo, dalla presenza di persone con ridotta mobilità e dalla strategia complessiva di sicurezza.
In questa pagina trovi una guida pratica dedicata solo a questa domanda specifica: quando può essere richiesto lo spazio calmo, in quali edifici la valutazione è più frequente e quali aspetti devono essere considerati nella progettazione antincendio.
Per una panoramica completa su definizione, funzioni, requisiti e riferimenti tecnici consulta anche la normativa sullo spazio calmo.
Quando è obbligatorio lo spazio calmo
Molti tecnici si chiedono quando è obbligatorio lo spazio calmo negli edifici. In realtà la risposta non è identica in ogni situazione, perché la necessità di prevederlo dipende dalla valutazione tecnica del caso specifico e dalla strategia di esodo adottata.
Lo spazio calmo è considerato un luogo sicuro temporaneo nel quale le persone che non possono evacuare autonomamente possono attendere assistenza durante l’emergenza. Per questo motivo la sua previsione è strettamente collegata all’esodo assistito.
La domanda corretta, quindi, non è soltanto se lo spazio calmo sia obbligatorio, ma in quali condizioni progettuali e gestionali deve essere previsto per garantire un livello di sicurezza adeguato.
Lo spazio calmo non è sempre obbligatorio
È importante chiarire che lo spazio calmo non è automaticamente obbligatorio in tutti gli edifici. La normativa antincendio richiede una valutazione tecnica del caso specifico e non un’applicazione indistinta della stessa soluzione in ogni contesto.
Tra gli elementi che incidono sulla valutazione ci sono:
- numero di occupanti dell’edificio;
- presenza di persone con ridotta mobilità;
- configurazione delle vie di esodo;
- numero di piani e presenza di scale;
- tipologia dell’attività e destinazione d’uso;
- misure di gestione dell’emergenza previste nel progetto.
Per approfondire il quadro tecnico e definitorio puoi consultare la pagina dedicata alla normativa sullo spazio calmo.
In quali casi può essere richiesto uno spazio calmo
Lo spazio calmo viene preso in considerazione quando è necessario garantire un’area protetta nella quale le persone possano attendere assistenza durante l’evacuazione.
Questo può accadere, ad esempio, quando:
- sono presenti persone con disabilità o difficoltà motorie;
- l’edificio è multipiano e l’esodo richiede l’utilizzo di scale;
- l’evacuazione autonoma non è possibile per tutti gli occupanti;
- la strategia antincendio prevede specifiche procedure di esodo assistito;
- si rende necessario individuare un punto protetto lungo il percorso di evacuazione.
In queste situazioni lo spazio calmo rappresenta una misura utile per migliorare la sicurezza delle persone in attesa di assistenza.
Edifici in cui lo spazio calmo è richiesto più spesso
La necessità di prevedere gli spazi calmi deve essere oggetto di attenta valutazione in sede di progettazione degli edifici e, comunque, nella redazione del piano antincendio relativo alla specifica attività.
La valutazione è più frequente in edifici con una o più di queste caratteristiche:
Edifici aperti al pubblico
- uffici;
- strutture ricettive;
- ambienti con affollamento significativo.
Edifici con persone vulnerabili
- scuole;
- ospedali e strutture sanitarie;
- ambienti frequentati da persone con difficoltà motorie.
Edifici multipiano
- presenza di scale;
- percorsi di esodo complessi;
- necessità di assistenza durante l’emergenza.
Per approfondire collocazione e criteri progettuali puoi leggere anche: dove posizionare lo spazio calmo e progettazione dello spazio calmo.
Cosa dice la normativa sullo spazio calmo
Il principale riferimento tecnico è il Codice di prevenzione incendi, che definisce lo spazio calmo come un luogo sicuro temporaneo nel quale gli occupanti possono attendere assistenza.
Accanto al Codice devono essere considerate anche le eventuali regole tecniche applicabili alla singola attività. Per questo motivo la risposta alla domanda “quando è obbligatorio lo spazio calmo?” non può essere ridotta a una formula unica valida per ogni edificio.
La valutazione deve essere sempre collegata al progetto antincendio, alla tipologia dell’attività, alla presenza di persone con ridotta mobilità e alla gestione dell’emergenza.
Per la parte normativa completa e per l’inquadramento dei riferimenti tecnici vedi: normativa spazio calmo e Codice di prevenzione incendi.
Come si valuta in fase di progettazione
In fase di progettazione lo spazio calmo deve essere valutato in relazione all’intero sistema di esodo dell’edificio. Non si tratta solo di scegliere un’area, ma di verificare se la sua presenza è necessaria e se è realmente coerente con la strategia di sicurezza.
Tra gli aspetti che vengono considerati rientrano:
- distribuzione dei percorsi di esodo;
- presenza di compartimentazioni o aree protette;
- accessibilità dello spazio per persone con mobilità ridotta;
- dimensionamento adeguato;
- integrazione con la gestione dell’emergenza.
Per i temi di dettaglio puoi approfondire: dimensioni dello spazio calmo e criteri di progettazione dello spazio calmo.
Perché la comunicazione nello spazio calmo è fondamentale
Uno degli elementi più importanti in uno spazio calmo è il sistema di comunicazione bidirezionale, che consente alle persone presenti di segnalare la propria posizione e di comunicare con il personale incaricato dell’emergenza.
La comunicazione bidirezionale permette di:
- segnalare la presenza delle persone in attesa;
- coordinare l’assistenza durante l’evacuazione;
- ridurre il rischio di mancata individuazione;
- migliorare la gestione dell’esodo assistito.
In questa pagina il tema è richiamato perché fa parte della valutazione complessiva dello spazio calmo, ma gli approfondimenti tecnici e progettuali principali restano quelli relativi alla normativa, alla progettazione e al dimensionamento.
Domande frequenti
Quando è obbligatorio lo spazio calmo?
Lo spazio calmo può essere richiesto quando la strategia antincendio deve garantire l’esodo assistito di persone con ridotta mobilità e non è possibile assicurare l’evacuazione autonoma di tutti gli occupanti.
Lo spazio calmo è obbligatorio in tutti gli edifici?
No. La necessità dipende dal tipo di attività, dalla configurazione dell’edificio, dall’affollamento previsto, dalla presenza di persone con difficoltà motorie e dalla normativa applicabile.
In quali edifici la valutazione è più frequente?
La valutazione è più frequente in scuole, strutture sanitarie, uffici pubblici, edifici multipiano e ambienti aperti al pubblico con percorsi di esodo più complessi.
Serve un sistema di comunicazione nello spazio calmo?
Il sistema di comunicazione bidirezionale è un presidio fondamentale perché consente di segnalare la presenza delle persone in attesa e coordinare l’assistenza durante l’emergenza.
Approfondimenti correlati
Per il quadro completo dei requisiti consulta la normativa dello spazio calmo.
Per i criteri tecnici vedi progettazione dello spazio calmo.
Per gli aspetti dimensionali vedi dimensioni dello spazio calmo.
Per un approfondimento in ambito residenziale vedi anche spazio calmo nei condomini.
In alcuni casi è possibile adottare soluzioni diverse:vedi le alternative allo spazio calmo.
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