Spazio calmo nei centri commerciali
Sicurezza ed esodo assistito negli edifici aperti al pubblico
Nei centri commerciali e negli edifici aperti al pubblico la gestione dell’emergenza deve confrontarsi con un elemento particolarmente critico: la presenza di un elevato numero di persone, spesso distribuite in spazi molto ampi, su più livelli e con percorsi non sempre immediatamente leggibili per tutti gli occupanti.
In questo contesto lo spazio calmo può rappresentare una soluzione utile per supportare l’esodo assistito delle persone con ridotta mobilità, offrendo un’area temporaneamente protetta nella quale attendere assistenza durante l’emergenza.
La sua eventuale previsione dipende dalla configurazione dell’edificio, dal numero di piani, dalla distribuzione delle attività commerciali, dalla presenza di percorsi verticali e dall’organizzazione complessiva delle vie di esodo.
Per il quadro generale dei requisiti è utile fare riferimento alla normativa dello spazio calmo.
Questa pagina approfondisce il ruolo dello spazio calmo nei centri commerciali, le principali criticità dell’evacuazione e gli aspetti più importanti da considerare in fase di progettazione.
Perché lo spazio calmo nei centri commerciali
Nei centri commerciali l’emergenza coinvolge spesso un numero elevato di persone con caratteristiche molto diverse: clienti, dipendenti, addetti dei negozi, fornitori, visitatori occasionali, famiglie con bambini, anziani e persone con disabilità.
A differenza di altri contesti, molte delle persone presenti non conoscono in dettaglio l’edificio e possono avere difficoltà a orientarsi rapidamente durante un’evacuazione. Questo rende particolarmente importante disporre di soluzioni che aiutino a organizzare in modo ordinato l’assistenza alle persone che non possono completare autonomamente l’esodo.
Lo spazio calmo può quindi assumere un ruolo utile nella strategia di sicurezza, offrendo un punto di attesa temporaneamente protetto e consentendo al personale di coordinare meglio gli interventi durante l’emergenza.
In edifici molto estesi o con affollamento variabile, la presenza di uno spazio calmo può contribuire a ridurre il rischio di improvvisazioni e a migliorare la gestione complessiva dei flussi di evacuazione.
Quando può essere necessario
La necessità di prevedere uno spazio calmo in un centro commerciale dipende da una serie di fattori legati sia alla configurazione dell’edificio sia alle modalità di utilizzo degli spazi.
- presenza di persone con ridotta mobilità o difficoltà temporanee;
- edifici multipiano con scale, rampe o percorsi articolati;
- grande affollamento e flussi variabili di persone;
- ampie superfici con percorsi di esodo lunghi;
- presenza di attività diverse distribuite nello stesso complesso;
- necessità di organizzare l’assistenza durante l’evacuazione.
Per approfondire i casi applicativi consulta: quando è obbligatorio lo spazio calmo.
Anche nei centri commerciali la valutazione deve essere effettuata caso per caso, verificando la reale capacità dell’edificio di gestire in sicurezza l’esodo di tutti gli occupanti.
Caratteristiche dei centri commerciali
I centri commerciali presentano caratteristiche molto specifiche che influenzano la progettazione dello spazio calmo e la gestione della sicurezza:
- elevato affollamento, spesso variabile durante il giorno e nei periodi festivi;
- presenza di utenti che non conoscono l’edificio;
- grandi superfici distribuite su uno o più livelli;
- percorsi orizzontali estesi e collegamenti verticali multipli;
- presenza simultanea di attività commerciali diverse;
- compresenza di aree comuni, negozi, magazzini, ristorazione e servizi.
Questi elementi rendono più complessa l’organizzazione dell’emergenza e richiedono un approccio progettuale che tenga conto non solo delle vie di fuga, ma anche del comportamento reale delle persone durante l’evacuazione.
In un contesto commerciale, infatti, il fattore umano ha un peso molto rilevante: affollamento, disorientamento e tempi di reazione non uniformi possono incidere in modo significativo sull’efficacia della strategia di sicurezza.
Criticità dell’evacuazione nei centri commerciali
Una delle criticità principali nei centri commerciali riguarda la gestione dei flussi di persone durante l’emergenza. L’affollamento può essere molto elevato e non tutti gli occupanti reagiscono con la stessa rapidità o con lo stesso livello di orientamento verso le uscite.
La presenza di persone con ridotta mobilità aumenta ulteriormente la complessità, perché non sempre è possibile garantire un’esfiltrazione autonoma e immediata in un contesto caratterizzato da percorsi lunghi, collegamenti verticali e presenza di altri occupanti in movimento.
Va inoltre considerato che il personale non coincide con un unico gruppo omogeneo: ogni attività commerciale può avere propri addetti, mentre gli utenti esterni non conoscono l’organizzazione della sicurezza del complesso. Per questo motivo è particolarmente importante prevedere misure che consentano di coordinare l’assistenza in modo rapido e ordinato.
Lo spazio calmo può essere utile proprio in questa fase, perché permette di gestire con maggiore controllo l’attesa delle persone che necessitano supporto, riducendo i rischi legati ai flussi principali di evacuazione.
Progettazione dello spazio calmo
La progettazione dello spazio calmo nei centri commerciali deve essere integrata nella strategia complessiva dell’edificio e tener conto dell’elevato affollamento, della varietà dei percorsi e della presenza di persone che non conoscono gli spazi.
- collocazione lungo i percorsi di esodo e in posizione coerente con la compartimentazione;
- accessibilità reale per persone con disabilità o difficoltà motorie;
- dimensionamento adeguato alle condizioni prevedibili di utilizzo;
- integrazione con il piano di emergenza e con l’organizzazione del personale;
- riconoscibilità attraverso segnaletica chiara e leggibile;
- possibilità di comunicazione con il personale incaricato o con i soccorsi.
In edifici aperti al pubblico è particolarmente importante che lo spazio calmo sia facilmente identificabile e che il suo ruolo sia coerente con l’organizzazione pratica dell’emergenza. Non basta quindi prevedere un’area teoricamente idonea: occorre verificare che sia realmente utilizzabile.
Per i criteri generali consulta: progettazione dello spazio calmo.
Cosa valutare
Quando si valuta uno spazio calmo in un centro commerciale è importante considerare diversi aspetti tecnici e organizzativi.
- accessibilità dei percorsi a partire dalle aree commerciali e comuni;
- posizione rispetto a scale, uscite, compartimenti e collegamenti verticali;
- dimensionamento adeguato rispetto ai possibili scenari di utilizzo;
- chiarezza della segnaletica e facilità di individuazione;
- integrazione con la gestione operativa del centro commerciale;
- presenza di sistemi di comunicazione bidirezionale.
È utile inoltre considerare che i centri commerciali ospitano persone molto diverse tra loro, spesso con differenti livelli di familiarità con l’edificio. Questo rende fondamentale una valutazione concreta e realistica, che tenga conto dei comportamenti attesi in emergenza.
Per gli aspetti dimensionali vedi: dimensioni dello spazio calmo.
Comunicazione nello spazio calmo
La comunicazione bidirezionale è particolarmente importante nei centri commerciali, perché consente di segnalare la presenza delle persone nello spazio calmo e di coordinare rapidamente il personale in un contesto caratterizzato da elevato affollamento e forte variabilità dei flussi.
In un edificio di grandi dimensioni, con più attività e più aree funzionali, sapere con precisione dove si trovano le persone che attendono assistenza è un elemento essenziale per migliorare il controllo dell’emergenza.
La comunicazione bidirezionale permette quindi di:
- segnalare la presenza delle persone nello spazio calmo;
- coordinare il personale incaricato;
- ridurre tempi di risposta e incertezza;
- migliorare la gestione operativa dell’evacuazione.
Per approfondire: comunicazione bidirezionale.
Errori da evitare
Uno degli errori più frequenti è considerare lo spazio calmo come un semplice elemento formale, senza valutarne l’effettiva fruibilità in un contesto ad alta affluenza.
Un altro errore consiste nel collocare l’area in una posizione poco intuitiva o difficile da raggiungere durante l’emergenza, rendendola di fatto poco utile per chi ne avrebbe bisogno.
È inoltre importante non sottovalutare il ruolo dell’organizzazione interna e della comunicazione: nei centri commerciali la sola soluzione edilizia non è sufficiente se non è supportata da procedure, personale coordinato e strumenti efficaci per la gestione dell’assistenza.
Domande frequenti
Lo spazio calmo è sempre necessario nei centri commerciali?
No, la necessità dipende dalla configurazione dell’edificio, dall’organizzazione delle vie di esodo, dal numero di piani, dall’affollamento e dalla valutazione complessiva della sicurezza antincendio.
Quando può essere utile uno spazio calmo in un centro commerciale?
Può essere utile quando l’edificio ospita un grande affollamento, percorsi articolati e persone con ridotta mobilità che potrebbero aver bisogno di assistenza durante l’esodo.
Cosa bisogna valutare nella progettazione?
Bisogna valutare accessibilità, posizione rispetto ai flussi di esodo, compartimentazione, dimensionamento, segnaletica, comunicazione bidirezionale e reale gestione dell’assistenza durante l’emergenza.
Perché la comunicazione bidirezionale è importante nei centri commerciali?
Perché consente di segnalare la presenza delle persone nello spazio calmo e coordinare rapidamente il personale in un contesto con elevato affollamento e flussi molto variabili.
Approfondimenti
Per i requisiti generali consulta la normativa dello spazio calmo.
Per la progettazione vedi progettazione dello spazio calmo.
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Se desideri maggiori informazioni sugli spazi calmi nei centri commerciali, sui sistemi di comunicazione bidirezionale o sulle soluzioni per supportare l’esodo assistito negli edifici aperti al pubblico, contatta ERMES per ricevere supporto tecnico.
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